autoproduzioni “il sottovoce”


 

catalogo (2011):

M.Lippolis, L’oro dell’internazionale, 36 pp.

Detour, la canaglia a Genova, (l’opuscolo), 52 pp

Detour, ovvero come accadde che a Genova, venerdì 20 luglio 2001, un’imprevedibile deriva abbia trasformato una farsa annunciata in sommossa reale, (il film, dvd, 90’)

Della decadenza della controcultura. Il caso esemplare del Luther Blissett Project, 56 pp

Prima che sia troppo tardi. Note sullo stadio attuale delle nocività e della tecnoscienza, 32 pp

Sull’utilità e il danno del cinema per la vita. Invito al cinema di Guy Debord, 40 pp

H. Arendt, Imperialismo totalitario: riflessioni sulla rivoluzione ungherese (seguito da C.Castoriadis, La sorgente ungherese), 64 pp

Un novembre di diluvio e rivoluzione. Sulla rivoluzione tedesca, 48 pp (con allegato catalogo degli undici pannelli della mostra tenutasi al Grimaldello nel maggio/giugno 2009)

Genova, 30 giugno 1960: una rivolta di partigiani e teddy boys, 2010, 58 pp

Sul fascino della divisa, dal regno del tutto identico, 2010, 20 pp

G. Debord, Sulla questione degli immigrati, 16 pp

 

Autoproduzioni Il Sottovoce, luglio 2010

leggi qui di seguito il racconto

SUL FASCINO DELLA DIVISA. DAL REGNO DEL TUTTO IDENTICO
un breve racconto (vero) e alcune riflessioni a proposito dei militari nelle strade e di rivolte passate e future.

“L’ordine regna, non governa”

“Voi ridete di me perchè sono diverso
Ma io rido di voi perchè siete tutti uguali”

Genova. Un sabato mattina dei primi di luglio.
A passo spedito in direzione Principe, dove mi aspettano un treno per Roma e due giorni per cambiare aria. Sbuco dai vicoli assorto nei miei pensieri: la piazza antistante la stazione è semideserta nel caldo afoso. Una pattuglia di alpini, scortati dal solito carabiniere d’ordinanza, presidia il deserto. Vedere questi giovani militari, vestiti di tutto punto, con tanto di piuma in testa, mi scuote per un attimo dal torpore. Sono qui a Genova ormai da un anno, gli alpini, mandati dal Governo, qui come altrove, per far fronte alla fantomatica emergenza sicurezza che attanaglierebbe il paese.

(altro…)

Autoproduzione Il Sottovoce, giugno 2010, leggi qui l’opuscolo30 giugno.pdf

A distanza di 50 anni dal 30 giugno 1960, quando il popolo di Genova insorse contro l’organizzazione del Congresso nazionale del Msi, è tempo di restituire alle possibilità del presente una lettura del carattere originale di una rivolta che fu di massa, spontanea e radicale. Nell’auspicabile prospettiva di rivolte a venire che, come allora e sempre, continueranno ad arrivare improvvise e inaspettate, è tempo di riappropriarsi del senso di un evento che non può essere spiegato, né tantomeno rivendicato, soltanto con la retorica della Resistenza e dell’antifascismo, come provano a fare oggi quei “sinistri” che allora (come quarant’anni dopo, sempre a Genova, al g8 del 2001) tentarono di bloccare l’azione dei ribelli, calunniandoli come teppisti, provocatori, teddy boys.


Autoproduzione Il Sottovoce, 2010 (con il catalogo della mostra, che puoi vedere qui )

In un momento in cui si sprecano i paralleli storici con gli anni Venti, quando la crisi economica andò i pari passo con l’affermazione di regimi autoritari e totalitari, i due testi rari qui proposti permettono di contestualizzare l’originalità misconosciuta della situazione tedesca. In Germania infatti la tragica parabola che porterà al trionfo del nazismo nel 1933, era nata dalla repressione armata – voluta e gestita dai socialdemocratici di allora alleati con borghesi e conservatori – della grande insurrezione proletaria del 1919-1920. Per due anni la Germania, sotto la spinta di comunisti, spartachisti e anarchici, fu sull’orlo della rivoluzione e fu la sconfitta di quell’enorme movimento che lasciò i proletari orfani e disarmati di fronte al graduale avanzare di quella barbarie reazionaria dai tratti così diversi eppure così sinistramente simili a quella dei giorni nostri.

 

Autoproduzione Il Sottovoce, 2006 (prima edizione 2003), dvd, durata 90′

GLI AUTORI:

Nell’ora della rivolta non ci si sente più soli nella città” Furio Jesi

“Questo film – realizzato nel 2003 come integrazione di un’opuscolo controinformativo sulle giornate del G8 di Genova 2001 – è il resoconto di una deriva collettiva e rivoltosa realizzata il venerdì 20 luglio. Fare un film ad anni di distanza da quegli avvenimenti non ci è sembrato inattuale perché la rivolta che ha caratterizzato “i fatti di Genova” ha messo in pratica una critica radicale della forma della città (del suo ruolo nel sistema di dominio attuale e dell’uso che se ne può fare contro questo stesso sistema) che apre prospettive cariche di potenzialità per la vita di tutti i giorni. La deriva è infatti una forma di rivolta nell’uso dello spazio e del tempo del quotidiano che mette in discussione il dominio e che è tanto più esaltante quando viene praticata collettivamente come è successo a Genova. Alla rappresentazione, allo spettacolo della realtà, preferiamo l’azione sulla realtà stessa. Ciononostante abbiamo deciso di realizzare questo video per diffondere un pensiero radicalmente altro da quello pressoché “unico” imposto sulla storia del G8 in questi anni. Consapevoli che l’immagine è lo strumento maggiormente utilizzato dal dominio per la repressione degli individui in occasioni come quella di Genova, abbiamo deciso di usare soltanto immagini già viste in altri video per ricostruire quel giorno di rivolta”.

RECENSIONI:

“Finalmente “l’area black bloc italiana” prende la parola e fornisce immagini e interpretazione di quanto successe durante le manifestazioni anti g8 del 2001 a Genova. Un film eccezionale… non adatto ai deboli di cuore” (DDE cine)
“…tempo fa avevo tirato giù a mano un elenco di video sul G8, una valanga di titoli, una trentina come minimo (ma ne mancano ancora). fuori orario ha trasmesso molte ore di video sul G8…il più curioso di tutti è il video situazionista “Detour”…” (dalla rete)
“Il miglior film su G8-Genova: ha una tesi e la dimostra” (dalla rete)

L’intero video è visibile a questo indirizzo

http://www.archive.org/details/Detour-LaCanagliaAGenova

(altro…)

Autoproduzione Il Sottovoce, 2006

Dopo che, in occasione del cinquantenario, televisioni e giornali hanno diviso le spoglie della rivolta ungherese del ’56 tra la cronaca delle manifestazioni nazionalistiche d’oggi e il giudizio storico di una ribellione all’oppressione sovietica in nome dei valori liberali dell’Occidente “democratico” e capitalista, è nostra urgenza rivendicare la verità storica. I testi qui proposti – quello della Arendt concepito come epilogo a Le origini del totalitarismo e quello di Castoriadis scritto a vent’anni di distanza – analizzano e rilanciano la radicalità di quegli eventi, l’aver saputo contrapporre all’oppressione totalitaria del socialismo burocratico sovietico il modello rivoluzionario del comunismo dei consigli.
 

 

 

Autoproduzione Il Sottovoce, 2006 (prima edizione, luglio 2002)

“Per tutti questi motivi, venerdì 20 luglio è stato un giorno di rivolta. Aver condiviso con migliaia di persone l’esperienza fisica e mentale di una nuova dimensione dello spazio urbano; aver respirato, sia pure per poche ore, l’atmosfera di un potenziale mondo alla rovescia, le cui strade non sono più i binari che portano sempre negli stessi posti, ma i terreni di avventure e di sorprese: tutto ciò è benzina sul fuoco che brucia coloro che non si rassegnano alla sopravvivenza. L’aver esperito la libertà nelle strade diventa automaticamente la base di una rivendicazione politica senza compromessi: la rivoluzione della vita quotidiana. Per le persone che sentono queste cose, il venerdì di un anno fa a Genova rimane un dies signanda albo lapillo, non un lutto da celebrare, ma una festa da rinnovare. Soltanto un’inflazione di situazioni simili, e mai nessun tribunale, potrà rendere giustizia alla lotta e alla morte di Carlo Giuliani”.

 


 

Autoproduzione Il Sottovoce, 2006

Il dominio nocivo della tecnoscienza sull’uomo non accenna ad allentare la sua presa mortale. Mentre all’orizzonte si staglia sempre più vicino lo spettro delle nanotecnologie, questo opuscolo fa il punto sulla situazione attuale attraverso due scritti diversi ma convergenti. Il primo fa un bilancio (finale?) della lotta contro gli OGM combattuta negli anni scorsi in Francia da una frangia radicale; il secondo punta invece l’indice contro la ricerca in senso generale, spiegando il suo ruolo di completa subordinazione al dominio del capitale.

Autoproduzione Il Sottovoce, 2006, ristampa dell’opuscolo realizzato in occasione della proiezione dei film di Debord presso la libreria Annexia di Genova nel febbraio 2004

“…E’ la spiegazione che dava Hitchcock del fascino del cinema quando diceva: “E’ la vita senza tempi morti”. Orbene per Debord questo segreto per rendere attraente il passaggio del tempo, grazie alla libertà di cominciare e finire, è ciò che più manca alla vita quale è socialmente organizzata, ed è ciò che dall’arte la vita quotidiana che si libera deve riuscire a imparare. La vita “senza tempi morti”: non altra è la definizione situazionista della ricchezza da conquistare e, specularmene, della miseria […] La creazione delle situazioni, nella diversa civiltà per la quale il giovane Debord si proponeva di operare, sarebbe stata appunto “il passaggio dall’uno all’altro di quegli scenari e di quei conflitti di cui i personaggi della tragedia morivano in ventiquattr’ore: ma il tempo di vivere non mancherà più”. Il rapporto di Debord con il cinema, come in ogni altra delle sue manifestazioni, fin dalla prima gioventù, è dominato esattamente da questo sentimento: che il tempo di vivere davvero le cose manca, che esso passa, e noi passiamo con lui, logorati dalla separazione, dal non intervento tempestivo, dall’incomprensione, dalla mancanza di un linguaggio comune che ci condannano ad una clandestinità senza storia”.

 

Autoproduzione Il Sottovoce, 2006. Leggi qui l’opuscolo DELLA DECADENZA.pdf
I Wu-Ming sono oggi degli affermati romanzieri nonché figure di riferimento intellettuale per una certo pensiero debole della sinistra  “antagonista”. Qui si racconta come il loro progetto precedente, il Luther Blissett Project , sia servito loro a fare carriera ma li abbia anche sputtanati nella loro essenza commerciale e revisionista.

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