WEB12-13Aprile

Venerdì 12 e Sabato 13 Aprile

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCOLEDì 21 SETTEMBRE h.18

presso lo spazio di documentazione IL GRIMALDELLO in via della Maddalena 81r

presentazione di

STORIA POPOLARE DELL’IMPERO AMERICANO

edizioni Il Manifesto-Hazard

Frutto di una collaborazione, unica nel suo genere, tra uno storico, un giornalista investigativo e un artista del movimento operaio, Storia popolare dell’impero americano è la “versione a fumetti” del best seller A People’s History of the United States, libro che ha rivoluzionato il campo della storiografia raccontando i fatti storici “dal basso”, dal punto di vista dei loro protagonisti misconosciuti: pellerossa, schiavi in fuga, soldati neri nella Guerra ispano-americana, minatori in lotta, militanti pacifisti, vittime di guerra…
Questa versione, si apre con gli eventi dell’11 Settembre per poi esaminare i diversi cicli della storia dell’espansionismo statunitense attraverso la ricostruzione attenta_ di molti dei suoi “momenti salienti”, da Wounded Knee all’Iraq, passando per l’invasione di Cuba, i due conflitti mondiali, la Guerra del Vietnam e la rivoluzione iraniana. Al tempo stesso è anche una sorta di romanzo di formazione umana e intellettuale del militante radicale Zinn – nato in una famiglia di ebrei poveri emigrati a New York agli inizi del secolo scorso – dall’infanzia trascorsa “negli slum di Brooklyn durante la crisi degli anni Trenta”, fino all’arruolamento nell’aviazione, sulle “fortezze volanti” B-17, durante la Seconda Guerra mondiale – vera “svolta radicale” della sua visione politica e del suo orientamento etico.
presentazione a cura dei compagnidi Archivio Primo Moroni/Calusca City Lights
www.spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi non lasciamo mai le cose a metà, ricominciamo da dove ci siamo lasciati… ancora e sempre contro il lavoro, anche e soprattutto in tempo di scioperi generali della cgil.


DOMENICA 11 SETTEMBRE, h.21

Cena di autofinanziamento per lo spazio di documentazione il Grimaldello prenotati: grimaldelloge@libero.it o 3311120126

GRIMALDELLO FREE CINEMA

Film per liberare la mente e scardinare l’assedio domenicale. Gratuità per la libertà

DOMENICA 18 SETTEMBRE, h.21

TUTA BLU

Di P.Schraeder, Usa 1978

Tre operai di una fabbrica d’auto si accorgono che il sindacato fa il gioco dei padroni e decidono di rapinare la cassa dell’organizzazione operaia, scoprendo che i soldi hanno una provenienza sospetta. Un film asciutto, necessariamente duro, sulla classe operaia

DOMENICA 25 SETTEMBRE, h.21

RIFF RAFF

Di K.Loach, Gb 1990

Stevie esce di galera e trova lavoro sotto falso nome in un cantiere dove emarginati di tutti i tipi sono sfruttati senza nessuna garanzia fino al giorno in cui un suo compagno cade dall’impalcatura per colpa delle insufficienti misure di sicurezza e lui decide di vendicarsi a modo suo

PRESSO LO SPAZIO DI DOCUMENTAZIONE IL GRIMALDELLO

In via della Maddalena 81r   www.spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org

in memoria di Gaetano Bresci

 

MARTEDì 2 AGOSTO, H.21
presso lo spazio di documentazione

IL GRIMALDELLO
in via della Maddalena 81r

proiezione di
UN COLPO AL CUORE. MORTE NON ACCIDENTALE DI UN MONARCA
a cura di teleimmagini, prod. xm24

 

COLPO AL CUORE – morte non accidentale di un monarca è un documentario storico diverso dal solito.
Le interviste e le analisi che attraversano il film hanno due differenti direzioni.
La prima è ripercorrere la vita di Gaetano Bresci e il regicidio di Umberto I, con la chiara volontà di raccontare il personaggio, praticamente dimenticato dai libri di storia, ed analizzare un contesto difficile che l’Italia ha vissuto come quello dell’epoca umbertina.
L’altra è l’analisi politica del gesto: la volontà di riscatto, l’azione individuale al di là della propaganda del fatto, l’impossibilità di restare inermi di fronte a delle atroci ingiustizie. Un gesto contestualizzabile anche ai giorni nostri, al di là dei sovrani e dei potenti. Un gesto vivo in chiunque abbia, come Bresci, la forza rivoluzionaria di dire basta ed abbattere il simbolo…

www.spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org

 

catalogo (2011):

M.Lippolis, L’oro dell’internazionale, 36 pp.

Detour, la canaglia a Genova, (l’opuscolo), 52 pp

Detour, ovvero come accadde che a Genova, venerdì 20 luglio 2001, un’imprevedibile deriva abbia trasformato una farsa annunciata in sommossa reale, (il film, dvd, 90’)

Della decadenza della controcultura. Il caso esemplare del Luther Blissett Project, 56 pp

Prima che sia troppo tardi. Note sullo stadio attuale delle nocività e della tecnoscienza, 32 pp

Sull’utilità e il danno del cinema per la vita. Invito al cinema di Guy Debord, 40 pp

H. Arendt, Imperialismo totalitario: riflessioni sulla rivoluzione ungherese (seguito da C.Castoriadis, La sorgente ungherese), 64 pp

Un novembre di diluvio e rivoluzione. Sulla rivoluzione tedesca, 48 pp (con allegato catalogo degli undici pannelli della mostra tenutasi al Grimaldello nel maggio/giugno 2009)

Genova, 30 giugno 1960: una rivolta di partigiani e teddy boys, 2010, 58 pp

Sul fascino della divisa, dal regno del tutto identico, 2010, 20 pp

G. Debord, Sulla questione degli immigrati, 16 pp

Dopo che in questi giorni molti compagni, simpatizzanti e amici hanno dato sostegno attivo al Grimaldello chi dando una mano nei lavori di riallestimento dei locali, chi offrendo contributi economici in sottoscrizione, chi offrendoci la possibilità di iniziative benefit in diverse località e situazioni, ieri un presidio e piccolo corteo di una cinquantina di solidali, aperto dallo striscione “NESSUNA PAURA IL GRIMALDELLO” NON SE NE VA, ha attraversato il centro storico dalla chiesa di San Siro e piazza Banchi. E’ stato letto e distribuito il comunicato, nonchè un secondo volantino. Un grazie sentito a tutti

Ecco il testo del secondo volantino

A dire il vero l’unica ragione per cui si lotta è per ciò che si ama. Lottare per tutti gli altri è solo la conseguenza”

Da cinque anni Il Grimaldello si propone come punto d’incontro per persone che non si rassegnano al nonsenso e alle brutture di questo mondo. Lo facciamo da sempre e con costanza distribuendo e presentando libri, organizzando proiezioni di film e documentari, partecipando a modo nostro alle lotte in atto, ma soprattutto condividendo quotidianamente un semplice sentimento del tempo… ovvero spesso perdendolo in chiacchere, questo tempo che vorrebbero invece che fosse sempre utile, produttivo, alienato.

Cinque anni fa siamo partiti dall’idea che contestare non basta, che per cominciare a cambiare bisogna saper proporre qualcosa. Smettere di essere spettatori passivi della propria vita, per cominciare a riappropriarsi di spazi fisici e mentali in cui agire in prima persona.

Di base il Grimaldello è nato da un atto di fiducia nei confronti delle persone, dall’idea che la conoscenza, il pensiero e la discussione libera siano strumenti di emancipazione e liberazione irrinunciabili contro questo mondo in rovina.

Alimentare un pensiero critico che questo sistema combatte alla morte, a partire dal tirocinio all’obbedienza che incarna la scuola; stimolare un immaginario radicalmente diverso da quello squallido impostoci dagli scenari che ci assediano nei percorsi obbligati del quotidiano; parlare delle lotte del passato per allargare gli orizzonti di quelle di oggi; queste sono alcune delle istanze da cui è sorto il progetto di chi condivide quotidianamente questo piccolo luogo, un presidio di vita nel cuore di via della Maddalena apprezzato da molti e soprattutto da chi alla Maddalena ci vive.

Visto l’assedio soffocante è sempre più urgente combattere l’apatia, la rassegnazione, il cinismo.

Noi lo facciamo soprattutto con i libri, i film, la parola, perchè questo è quello che si può fare in uno spazio così piccolo, ma sarebbe bello che altri rilanciassero lo stesso spirito per alimentare le altre pulsioni che animano le persone. In una battaglia in cui la posta in palio non può essere altro che la trasformazione radicale dell’esistente ciò che conta più di tutto è il principio dell’agire in prima persona, dell’avere il coraggio dei propri desideri, dell’osare anche ciò che è considerato impossibile. In questo senso i bisogni più elementari quanto le fantasie più sfrenate sono fonti altrettanto meritevoli di rivendicazione per una conquista di libertà.

La forma è il contenuto, l’attitudine è la sostanza della lotta per cambiare ciò che non ci piace.

Ed allora è occupando edifici abbandonati, aprendo officine e laboratori dove affrontare necessità di base piuttosto che sperimentare forme di espressività e creatività, inventando situazioni impevedibili di gioco o di conflitto, coltivando orti e giardini ovunque possibile, che dovremmo diffonderci ad ogni angolo di strada, far sì che le strade stesse diventino lo scenario della riappropriazione della nostra vita, e non più gallerie mute di merci e automobili che mortificano le nostre passioni e ci abituano alla rassegnazione… o al massimo al nichilismo, che a volte diventa un comfort.

E quando proveranno a reprimere questi tentativi di libertà, si troveranno di fronte persone tanto più determinate e compatte, quanto più queste saranno forti di quello che avranno saputo costruire e condividere nel frattempo.

Che una piccola manifestazione di questo spirito come il Grimaldello dia così fastidio a chi gestisce questo mondo in rovina, è un segno terrificante dei tempi che viviamo, meno drammatico ma non meno significativo delle altre forme di barbarie ben visibili a tutti.

Sicuramente oggi paghiamo il fatto di aver partecipato alle contestazioni agli alpini mandati dal governo a presidiare le strade piuttosto che alla presenza della Lega nord nel centro storico, di esserci sempre schierati contro razzisti e reazionari di ogni tipo, ma l’attacco che abbiamo subito oggi va oltre le nostre posizioni politiche, e riguarda tutti, perchè su queste basi domani può essere il turno di chiunque altro non si omologhi all’ordine dei tempi. E il problema di fondo non è mai il fascismo.

Quando saremo un po’ più padroni della nostra vita, conquistando sempre più spazio all’obbedienza, scopriremo tra l’altro che, come dimostrano i ribelli del nord Africa, cacciare a pedate i tiranni è possibile; che animarle e godersele in prima persona rende vive e quindi sicure le strade che oggi accettiamo di far presidiare dai militari; che l’intera vita può essere qualcosa di completamente diverso dal pacchetto preconfezionato di doveri, obblighi e morali che ci viene rifilato come ineluttabile dalla nascita alla morte. Oggi più che mai è evidente che nè la militanza né l’etica ma solo l’urgenza soggettiva di vivere – quando si manifesta in maniera spontanea, collettiva, popolare – può determinare un cambiamento decisivo della realtà. E’ un gioco al rialzo, ma è l’unico possibile, e alla fine è solo un problema di coraggio.

In fondo ancora oggi, come diceva qualcuno, dati il giusto clima, la giusta luce, le giuste parole, i giusti attori, il giusto teatro, l’intera vita sociale, ogni istituzione e abitudine, potrebbero disgregarsi, cadere in rovina velocemente e definitivamente come un qualsiasi impero osannato nei libri di storia.

Per molti, educati alla rassegnazione e al cinismo dei tempi, queste parole suoneranno come aria fritta o utopia. Non importa, al livello attuale di collasso del pianeta e di marciume dell’intera società, non c’è più scelta; per noi nessuna via di mezzo, nessun riformismo sono possibili; o cambia tutto oppure il futuro è morto. Tutto il resto è noia, e la noia, si sa, è controrivoluzionaria.

E in ogni caso non vale mai la pena di accettare di vivere al di sotto dei propri desideri.

Per chi invece in queste parole trova un senso, una possibilità, un germe di complicità, la migliore solidarietà che il Grimaldello può ricevere sarebbe veder nascere altri luoghi, altre situazioni ed esperimenti di libertà nei vicoli a noi vicini e ovunque, in un’inflazione senza fine di un desiderio di vivere e lottare che sappia non farsi sconfiggere o ingabbiare in schemi preconfezionati e innocui.

In ogni caso noi non ce ne andiamo e continueremo a perdere tempo per conquistare spazio.

 

Uno che ama perdere tempo al Grimaldello

all’angolo tra via della Maddalena e vico del Tempo buono

 

 

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