CONTRO OGNI FASCISMO

Vogliamo essere chiari da subito; considerare il razzismo una mera questione culturale è ciò che i nostri governanti cercano di inculcare nelle nostre menti, troppo distratte dalla velocità e dall’ipertrofia dell’informazione mediatica.

Il razzismo è più che mai un fenomeno sociale e politico. L’esercizio della violenza, della discriminazione, della reclusione, del dileggio nei confronti di persone povere provenienti da altri continenti è la diretta conseguenza delle politiche economiche degli Stati più ricchi. (altro…)

La guerra in Libia è imminente, è già tutto pronto visto che, come era previsto, il nuovo governo libico – filo egiziano e filo occidentale -ha chiesto l’intervento “alleato”.  Le principali potenze occidentali (Germania, Francia, Usa e GB) hanno   recentemente pattuito, durante il G5 di Hannover, di assecondare ogni richiesta del neo-governo, benchè questo stesso governo non sia  ancora legittimato dal Parlamento di Tobruk.  Ma, in questo modo,  risulterebbe comunque “ salvata”  la forma democratica ed umanitaria. (altro…)

Benetton, nota azienda trevigiana, come tutte le  multinazionali attua un processo di trasformazione teso ad aumentare la propria competitività a livello internazionale e alla creazione di maggior profitto, cosa che significa la delocalizzazione della produzione in paesi con manodopera a basso costo. Non si contano neanche più le testimonianze degli operai e delle operaie costretti a lavorare in queste galere chiamate fabbriche, con stipendi da fame e condizioni lavorative al limite della sopravvivenza. (altro…)

Oggi 12 dicembre ricordiamo l’anniversario della strage di stato

di piazza Fontana che 48 anni fa vide 17 morti e 80 feriti, inaugurando la stagione delle bombe contro le lotte sociali. Ma nuove stragi dello stato italiano contro le donne e gli uomini che cercano di fuggire dall’inferno libico sono all’ordine del giorno perché, ieri come oggi, la strategia della tensione messa in atto da stato e capitale ha la stessa funzione: mantenere saldo il controllo sociale intensificando sfruttamento e repressione. Di nuovo arruolando manovalanza neofascista, oggi in chiave specificamente razzista.

Ciò che accade al largo delle coste e all’interno del territorio libico è davvero rappresentativo dei tempi ignobili in cui viviamo.

Con lo spudorato pretesto della “lotta ai trafficanti di uomini”, lo stato italiano sta lautamente finanziando signori della guerra, guardie e milizie (quello che si definisce maldestramente “governo libico”) per il controllo e l’internamento di massa dei poveri in fuga. Pattugliamenti e respingimenti sulle coste del Mediterraneo, detenzione nei campi di concentramento libici di circa seicentomila persone, costruzione di un muro nel deserto lungo il confine con il Niger, il Ciad e il Mali. Le stesse milizie che si sono arricchite per mesi con i viaggi della disperazione, ora sono pagate per impedirli. Sono le stesse milizie a cui l’ENI delega la difesa armata dei propri pozzi. (altro…)

Il 21 novembre presso il campo base di Trasta ed il 22 novembre in piazza Pontedecimo ci furono due presidi per ricordare che alcuni nostri compagni erano sotto processo e rischiavano 9 anni e 6 mesi di detenzione per un sabotaggio avvenuto all’interno del cantiere TAV in Valdisusa nella notte del . L’accusa non era tanto l’aver dato alle fiamme un compressore, quanto TERRORISMO.

I pubblici ministeri Andrea Padalino e Antonio Rinaudo di Torino avevano, per l’ennesima volta, tentato di difendere, con codice penale alla mano, gli interessi dei devastatori di turno. Una condanna così pesante avrebbe potuto spaventare e dividere il movimento NO TAV che all’unisono, invece, rivendicò l’azione. (altro…)

FrD e Grimaldello al voto – 4 marzo 2018

GHETTO PEOPLE

 Il ghetto è la zona più malfamata della città, quella da evitare a tutti costi, quella abitata da persone brutte, che fanno paura.
Se la maggior parte dei problemi di criminalità provengono dal ghetto, la causa non è da vedere nella cattiveria dei suoi abitanti, ma nella loro condizione di vita, nell’emarginazione e nella conseguente difficoltà, se non impossibilità, di vivere in altre maniere. (altro…)

Il 7 e 8 luglio si è svolto in Germania il vertice del G20

appuntamento rituale dei Capi di Stato e di Governo  che, rappresentando il mondo come una grande azienda, vogliono spartirsene i proventi assieme ai padroni locali e multinazionali dei quali sono espressione. Dagli anni ’90, infatti,  una serie di “summit” ha agevolato suddivisioni di bottini e di influenze politiche,  contando anche sulla spettacolarizzazione degli eventi e su una sbandierata ricerca di “sviluppo sostenibile” che renderebbe compatibili la vita umana, l’ambiente, la socialità e quant’altro con capitalismo ed imperialismo. (altro…)

 

 

 

 

 

 

 

 

MERCOLEDì 21 SETTEMBRE h.18

presso lo spazio di documentazione IL GRIMALDELLO in via della Maddalena 81r

presentazione di

STORIA POPOLARE DELL’IMPERO AMERICANO

edizioni Il Manifesto-Hazard

Frutto di una collaborazione, unica nel suo genere, tra uno storico, un giornalista investigativo e un artista del movimento operaio, Storia popolare dell’impero americano è la “versione a fumetti” del best seller A People’s History of the United States, libro che ha rivoluzionato il campo della storiografia raccontando i fatti storici “dal basso”, dal punto di vista dei loro protagonisti misconosciuti: pellerossa, schiavi in fuga, soldati neri nella Guerra ispano-americana, minatori in lotta, militanti pacifisti, vittime di guerra…
Questa versione, si apre con gli eventi dell’11 Settembre per poi esaminare i diversi cicli della storia dell’espansionismo statunitense attraverso la ricostruzione attenta_ di molti dei suoi “momenti salienti”, da Wounded Knee all’Iraq, passando per l’invasione di Cuba, i due conflitti mondiali, la Guerra del Vietnam e la rivoluzione iraniana. Al tempo stesso è anche una sorta di romanzo di formazione umana e intellettuale del militante radicale Zinn – nato in una famiglia di ebrei poveri emigrati a New York agli inizi del secolo scorso – dall’infanzia trascorsa “negli slum di Brooklyn durante la crisi degli anni Trenta”, fino all’arruolamento nell’aviazione, sulle “fortezze volanti” B-17, durante la Seconda Guerra mondiale – vera “svolta radicale” della sua visione politica e del suo orientamento etico.
presentazione a cura dei compagnidi Archivio Primo Moroni/Calusca City Lights
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Noi non lasciamo mai le cose a metà, ricominciamo da dove ci siamo lasciati… ancora e sempre contro il lavoro, anche e soprattutto in tempo di scioperi generali della cgil.


DOMENICA 11 SETTEMBRE, h.21

Cena di autofinanziamento per lo spazio di documentazione il Grimaldello prenotati: grimaldelloge@libero.it o 3311120126

GRIMALDELLO FREE CINEMA

Film per liberare la mente e scardinare l’assedio domenicale. Gratuità per la libertà

DOMENICA 18 SETTEMBRE, h.21

TUTA BLU

Di P.Schraeder, Usa 1978

Tre operai di una fabbrica d’auto si accorgono che il sindacato fa il gioco dei padroni e decidono di rapinare la cassa dell’organizzazione operaia, scoprendo che i soldi hanno una provenienza sospetta. Un film asciutto, necessariamente duro, sulla classe operaia

DOMENICA 25 SETTEMBRE, h.21

RIFF RAFF

Di K.Loach, Gb 1990

Stevie esce di galera e trova lavoro sotto falso nome in un cantiere dove emarginati di tutti i tipi sono sfruttati senza nessuna garanzia fino al giorno in cui un suo compagno cade dall’impalcatura per colpa delle insufficienti misure di sicurezza e lui decide di vendicarsi a modo suo

PRESSO LO SPAZIO DI DOCUMENTAZIONE IL GRIMALDELLO

In via della Maddalena 81r   www.spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org

in memoria di Gaetano Bresci

 

MARTEDì 2 AGOSTO, H.21
presso lo spazio di documentazione

IL GRIMALDELLO
in via della Maddalena 81r

proiezione di
UN COLPO AL CUORE. MORTE NON ACCIDENTALE DI UN MONARCA
a cura di teleimmagini, prod. xm24

 

COLPO AL CUORE – morte non accidentale di un monarca è un documentario storico diverso dal solito.
Le interviste e le analisi che attraversano il film hanno due differenti direzioni.
La prima è ripercorrere la vita di Gaetano Bresci e il regicidio di Umberto I, con la chiara volontà di raccontare il personaggio, praticamente dimenticato dai libri di storia, ed analizzare un contesto difficile che l’Italia ha vissuto come quello dell’epoca umbertina.
L’altra è l’analisi politica del gesto: la volontà di riscatto, l’azione individuale al di là della propaganda del fatto, l’impossibilità di restare inermi di fronte a delle atroci ingiustizie. Un gesto contestualizzabile anche ai giorni nostri, al di là dei sovrani e dei potenti. Un gesto vivo in chiunque abbia, come Bresci, la forza rivoluzionaria di dire basta ed abbattere il simbolo…

www.spazio-di-documentazione-il-grimaldello.noblogs.org

 

catalogo (2011):

M.Lippolis, L’oro dell’internazionale, 36 pp.

Detour, la canaglia a Genova, (l’opuscolo), 52 pp

Detour, ovvero come accadde che a Genova, venerdì 20 luglio 2001, un’imprevedibile deriva abbia trasformato una farsa annunciata in sommossa reale, (il film, dvd, 90’)

Della decadenza della controcultura. Il caso esemplare del Luther Blissett Project, 56 pp

Prima che sia troppo tardi. Note sullo stadio attuale delle nocività e della tecnoscienza, 32 pp

Sull’utilità e il danno del cinema per la vita. Invito al cinema di Guy Debord, 40 pp

H. Arendt, Imperialismo totalitario: riflessioni sulla rivoluzione ungherese (seguito da C.Castoriadis, La sorgente ungherese), 64 pp

Un novembre di diluvio e rivoluzione. Sulla rivoluzione tedesca, 48 pp (con allegato catalogo degli undici pannelli della mostra tenutasi al Grimaldello nel maggio/giugno 2009)

Genova, 30 giugno 1960: una rivolta di partigiani e teddy boys, 2010, 58 pp

Sul fascino della divisa, dal regno del tutto identico, 2010, 20 pp

G. Debord, Sulla questione degli immigrati, 16 pp

Dopo che in questi giorni molti compagni, simpatizzanti e amici hanno dato sostegno attivo al Grimaldello chi dando una mano nei lavori di riallestimento dei locali, chi offrendo contributi economici in sottoscrizione, chi offrendoci la possibilità di iniziative benefit in diverse località e situazioni, ieri un presidio e piccolo corteo di una cinquantina di solidali, aperto dallo striscione “NESSUNA PAURA IL GRIMALDELLO” NON SE NE VA, ha attraversato il centro storico dalla chiesa di San Siro e piazza Banchi. E’ stato letto e distribuito il comunicato, nonchè un secondo volantino. Un grazie sentito a tutti

Ecco il testo del secondo volantino

A dire il vero l’unica ragione per cui si lotta è per ciò che si ama. Lottare per tutti gli altri è solo la conseguenza”

Da cinque anni Il Grimaldello si propone come punto d’incontro per persone che non si rassegnano al nonsenso e alle brutture di questo mondo. Lo facciamo da sempre e con costanza distribuendo e presentando libri, organizzando proiezioni di film e documentari, partecipando a modo nostro alle lotte in atto, ma soprattutto condividendo quotidianamente un semplice sentimento del tempo… ovvero spesso perdendolo in chiacchere, questo tempo che vorrebbero invece che fosse sempre utile, produttivo, alienato.

Cinque anni fa siamo partiti dall’idea che contestare non basta, che per cominciare a cambiare bisogna saper proporre qualcosa. Smettere di essere spettatori passivi della propria vita, per cominciare a riappropriarsi di spazi fisici e mentali in cui agire in prima persona.

Di base il Grimaldello è nato da un atto di fiducia nei confronti delle persone, dall’idea che la conoscenza, il pensiero e la discussione libera siano strumenti di emancipazione e liberazione irrinunciabili contro questo mondo in rovina.

Alimentare un pensiero critico che questo sistema combatte alla morte, a partire dal tirocinio all’obbedienza che incarna la scuola; stimolare un immaginario radicalmente diverso da quello squallido impostoci dagli scenari che ci assediano nei percorsi obbligati del quotidiano; parlare delle lotte del passato per allargare gli orizzonti di quelle di oggi; queste sono alcune delle istanze da cui è sorto il progetto di chi condivide quotidianamente questo piccolo luogo, un presidio di vita nel cuore di via della Maddalena apprezzato da molti e soprattutto da chi alla Maddalena ci vive.

Visto l’assedio soffocante è sempre più urgente combattere l’apatia, la rassegnazione, il cinismo.

Noi lo facciamo soprattutto con i libri, i film, la parola, perchè questo è quello che si può fare in uno spazio così piccolo, ma sarebbe bello che altri rilanciassero lo stesso spirito per alimentare le altre pulsioni che animano le persone. In una battaglia in cui la posta in palio non può essere altro che la trasformazione radicale dell’esistente ciò che conta più di tutto è il principio dell’agire in prima persona, dell’avere il coraggio dei propri desideri, dell’osare anche ciò che è considerato impossibile. In questo senso i bisogni più elementari quanto le fantasie più sfrenate sono fonti altrettanto meritevoli di rivendicazione per una conquista di libertà.

La forma è il contenuto, l’attitudine è la sostanza della lotta per cambiare ciò che non ci piace.

Ed allora è occupando edifici abbandonati, aprendo officine e laboratori dove affrontare necessità di base piuttosto che sperimentare forme di espressività e creatività, inventando situazioni impevedibili di gioco o di conflitto, coltivando orti e giardini ovunque possibile, che dovremmo diffonderci ad ogni angolo di strada, far sì che le strade stesse diventino lo scenario della riappropriazione della nostra vita, e non più gallerie mute di merci e automobili che mortificano le nostre passioni e ci abituano alla rassegnazione… o al massimo al nichilismo, che a volte diventa un comfort.

E quando proveranno a reprimere questi tentativi di libertà, si troveranno di fronte persone tanto più determinate e compatte, quanto più queste saranno forti di quello che avranno saputo costruire e condividere nel frattempo.

Che una piccola manifestazione di questo spirito come il Grimaldello dia così fastidio a chi gestisce questo mondo in rovina, è un segno terrificante dei tempi che viviamo, meno drammatico ma non meno significativo delle altre forme di barbarie ben visibili a tutti.

Sicuramente oggi paghiamo il fatto di aver partecipato alle contestazioni agli alpini mandati dal governo a presidiare le strade piuttosto che alla presenza della Lega nord nel centro storico, di esserci sempre schierati contro razzisti e reazionari di ogni tipo, ma l’attacco che abbiamo subito oggi va oltre le nostre posizioni politiche, e riguarda tutti, perchè su queste basi domani può essere il turno di chiunque altro non si omologhi all’ordine dei tempi. E il problema di fondo non è mai il fascismo.

Quando saremo un po’ più padroni della nostra vita, conquistando sempre più spazio all’obbedienza, scopriremo tra l’altro che, come dimostrano i ribelli del nord Africa, cacciare a pedate i tiranni è possibile; che animarle e godersele in prima persona rende vive e quindi sicure le strade che oggi accettiamo di far presidiare dai militari; che l’intera vita può essere qualcosa di completamente diverso dal pacchetto preconfezionato di doveri, obblighi e morali che ci viene rifilato come ineluttabile dalla nascita alla morte. Oggi più che mai è evidente che nè la militanza né l’etica ma solo l’urgenza soggettiva di vivere – quando si manifesta in maniera spontanea, collettiva, popolare – può determinare un cambiamento decisivo della realtà. E’ un gioco al rialzo, ma è l’unico possibile, e alla fine è solo un problema di coraggio.

In fondo ancora oggi, come diceva qualcuno, dati il giusto clima, la giusta luce, le giuste parole, i giusti attori, il giusto teatro, l’intera vita sociale, ogni istituzione e abitudine, potrebbero disgregarsi, cadere in rovina velocemente e definitivamente come un qualsiasi impero osannato nei libri di storia.

Per molti, educati alla rassegnazione e al cinismo dei tempi, queste parole suoneranno come aria fritta o utopia. Non importa, al livello attuale di collasso del pianeta e di marciume dell’intera società, non c’è più scelta; per noi nessuna via di mezzo, nessun riformismo sono possibili; o cambia tutto oppure il futuro è morto. Tutto il resto è noia, e la noia, si sa, è controrivoluzionaria.

E in ogni caso non vale mai la pena di accettare di vivere al di sotto dei propri desideri.

Per chi invece in queste parole trova un senso, una possibilità, un germe di complicità, la migliore solidarietà che il Grimaldello può ricevere sarebbe veder nascere altri luoghi, altre situazioni ed esperimenti di libertà nei vicoli a noi vicini e ovunque, in un’inflazione senza fine di un desiderio di vivere e lottare che sappia non farsi sconfiggere o ingabbiare in schemi preconfezionati e innocui.

In ogni caso noi non ce ne andiamo e continueremo a perdere tempo per conquistare spazio.

 

Uno che ama perdere tempo al Grimaldello

all’angolo tra via della Maddalena e vico del Tempo buono

 

 



Nella notte del 18 maggio, intorno alle 03:00, “ignoti” hanno compiuto un attacco incendiario contro lo Spazio di documentazione “Il Grimaldello” in via Della Maddalena 81/r nel cuore del centro storico di Genova.
Per sgomberare il campo da ipotesi fuorvianti precisiamo che in cinque anni esatti di attività “Il Grimaldello” non ha mai avuto problemi di vicinato di nessun tipo. Seppur all’interno di quello che è considerato un “territorio difficile”, l’attività dello spazio di documentazione ha sempre raccolto solidarietà, rispetto, spesso complicità da parte degli abitanti della zona.
Le modalità dell’attacco rimandano a qualcosa che a Genova non si vedeva da anni: l’incendio è stato provocato da una fiammata che ha distrutto le vetrate d’ingresso, la libreria e vari oggetti e arredi circostanti. L’arrivo dei pompieri – che tutt’ora non sappiamo chi ha avvertito – ha impedito all’incendio di propagarsi.
Sottolineiamo che i quattro piani sovrastanti “Il Grimaldello” sono tutti abitati e solo la fortuna ha impedito che l’intero palazzo prendesse fuoco. Gli autori dell’attentato hanno a tutti gli effetti rischiato di assassinare delle persone che a quell’ora stavano tranquillamente dormendo nelle loro case.
Né la polizia né i pompieri accorsi si sono presi la briga di avvertire dell’accaduto gli affittuari e la proprietà del circolo: l’attentato ci è stato raccontato dagli organi di informazione il mattino seguente, dopo che la Digos era giunta – e ripartita – dal locale (a quanto pare sequestrando “qualcosa”).
Meno di un mese fa tre sconosciuti a volto coperto avevano infranto la vetrata del circolo e tentato di colpire con delle pietre due compagni che si erano attardati all’interno dello spazio dopo un’iniziativa. Oggi dalle pietre sono passati al fuoco: non sappiamo chi siano gli autori materiali dell’attentato, ma ci sono pochi dubbi su chi siano i veri responsabili di un atto che poteva causare dei morti: chi soffia sul fuoco dell’odio razziale, chi finanzia e protegge gruppi e atti fascisti, le camicie verdi che guidano il paese… e in finale chi si sente esaltato da quest’atmosfera e, di conseguenza, non sopporta che qualcuno continui a opporsi a tutto ciò.
Nel nostro piccolo abbiamo tentato in questi anni di lottare contro il razzismo, la militarizzazione delle strade, l’alienazione sociale e culturale, e quant’altro contribuisce a questo sistema al collasso.
Continueremo a farlo.

LUNEDI’ 23 alle 17
ci troviamo davanti alla chiesa di san siro
ASSEMBLEA PUBBLICA
su vivibilità e dinamiche dei quartieri in cui viviamo
PRESIDIO ITINERANTE
per il centro storico

 

Domenica 17 aprile, verso le ore 23, tre giovani individui a volto coperto si sono materializzati all’ingresso dello spazio di documentazione Il Grimaldello alla fine della proiezione del film Rosetta; con un blitz tanto rapido quanto vile, i tre hanno lanciato alcune pietrate dentro il locale per poi scappare alla velocità della luce. Per puro caso non hanno colpito e ferito le due persone che erano rimaste all’interno del centro dopo la proiezione.

Proprio in questi giorni Il Grimaldello compie cinque anni, cinque anni di intensa attività in cui abbiamo provato a dare un contributo libertario alla critica di questo mondo e, più in piccolo, abbiamo costituito un piccolo presidio di vita nel cuore della Maddalena. La critica dell’esistente attraverso la diffusione di un pensiero altro (distribuzione e presentazione di libri, cicli di film, mostre, discussioni) rispetto alle logiche dominanti e l’azione pratica a sostegno delle lotte locali sono la stella che ha guidato e guida la nostra rotta.

Visti i tempi che viviamo, non può stupirci che un’attività di questo genere possa dare fastidio a più d’uno, ma la vicinanza di tanti compagni e persone che apprezzano e appoggiano le nostre attività, e soprattutto la vitalità critica ed urgente della situazione storica che viviamo, ci impongono di non disperdere energie preziose nell’inseguire le vili provocazioni di simili fascistelli (e non ci importa sapere quanto siano politicizzati).

Ai nostri assalitori per ora consigliamo di guardarsi il film in programma la sera che hanno deciso di attaccarci; dalla storia così realistica di Rosetta, una ragazza la cui condizione è così simile a quella di tanti giovani spossessati di oggi, magari ricaveranno una possibilità per capire chi sono i veri nemici che si meritano le pietrate in questo mondo al collasso.

Nel caso invece i ragazzi siano irrimediabilmente “persi”, consigliamo loro di farsi i cazzi propri, perché situazioni diverse richiedono forme di comunicazione diverse, e ad un’eventuale prossima volta la risposta non sarà un’iniziativa culturale.

 

Spazio di documentazione

IL GRIMALDELLO

via della Maddalena 81r

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