grimaldello | 28 Aprile, 2009 19:29
AUTOPRODUZIONI IL SOTTOVOCE...
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grimaldello | 27 Aprile, 2009 20:41
video DETOUR, OVVERO COME ACCADDE CHE VENERDì 2001 UN'IMPREVEDIBILE DERIVA ABBIA TRASFORMATO UNA FARSA ANNUNCIATA IN SOMMOSSA REALE...
Il dvd costa 5 euro, richiedilo a grimaldelloge@libero.it oppure a melmoth@virgilio.it
guarda l'inizio del film:
guarda l'episodio VI: Bello come Marassi che brucia
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grimaldello | 27 Aprile, 2009 19:25
H.ARENDT - IMPERIALISMO TOTALITARIO, RIFLESSIONI SULLA RIVOLUZIONE UNGHERESE...
Autoproduzioni "Il sottovoce", Genova 2006
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grimaldello | 27 Aprile, 2009 18:17
DETOUR, LA CANAGLIA A GENOVA...
scarica in versione pdf, l'opuscolo DETOUR. LA CANAGLIA A GENOVA“Per tutti questi motivi, venerdì 20 luglio è stato un giorno di rivolta. Aver condiviso con migliaia di persone l’esperienza fisica e mentale di una nuova dimensione dello spazio urbano; aver respirato, sia pure per poche ore, l’atmosfera di un potenziale mondo alla rovescia, le cui strade non sono più i binari che portano sempre negli stessi posti, ma i terreni di avventure e di sorprese: tutto ciò è benzina sul fuoco che brucia coloro che non si rassegnano alla sopravvivenza. L’aver esperito la libertà nelle strade diventa automaticamente la base di una rivendicazione politica senza compromessi: la rivoluzione della vita quotidiana. Per le persone che sentono queste cose, il venerdì di un anno fa a Genova rimane un dies signanda albo lapillo, non un lutto da celebrare, ma una festa da rinnovare. Soltanto un’inflazione di situazioni simili, e mai nessun tribunale, potrà rendere giustizia alla lotta e alla morte di Carlo Giuliani”.
Autoproduzioni "Il Sottovoce", Genova 2006 (prima edizione, luglio 2002)
2,5 euro
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grimaldello | 27 Aprile, 2009 17:34
PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. NOTE SULLO STADIO ATTUALE DELLE NOCIVITA' E DELLA TECNOSCIENZA...
Il dominio nocivo della tecnoscienza sull'uomo non accenna ad allentare la sua presa mortale. Mentre all'orizzonte si staglia sempre più vicino lo spettro delle nanotecnologie, questo opuscolo fa il punto sulla situazione attuale attraverso due scritti diversi ma convergenti. Il primo fa un bilancio (finale?) della lotta contro gli OGM combattuta negli anni scorsi in Francia da una frangia radicale; il secondo punta invece l'indice contro la ricerca in senso generale, spiegando il suo ruolo di completa subordinazione al dominio del capitale.
Autoproduzioni "Il Sottovoce", Genova 2006
2 euro
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grimaldello | 27 Aprile, 2009 17:27
SULL'UTILITA' E IL DANNO DEL CINEMA ALLA VITA. INVITO AI FILM DI GUY DEBORD...
"...E’ la spiegazione che dava Hitchcock del fascino del cinema quando diceva: “E’ la vita senza tempi morti”. Orbene per Debord questo segreto per rendere attraente il passaggio del tempo, grazie alla libertà di cominciare e finire, è ciò che più manca alla vita quale è socialmente organizzata, ed è ciò che dall’arte la vita quotidiana che si libera deve riuscire a imparare. La vita “senza tempi morti”: non altra è la definizione situazionista della ricchezza da conquistare e, specularmene, della miseria [...] La creazione delle situazioni, nella diversa civiltà per la quale il giovane Debord si proponeva di operare, sarebbe stata appunto “il passaggio dall’uno all’altro di quegli scenari e di quei conflitti di cui i personaggi della tragedia morivano in ventiquattr’ore: ma il tempo di vivere non mancherà più”. Il rapporto di Debord con il cinema, come in ogni altra delle sue manifestazioni, fin dalla prima gioventù, è dominato esattamente da questo sentimento: che il tempo di vivere davvero le cose manca, che esso passa, e noi passiamo con lui, logorati dalla separazione, dal non intervento tempestivo, dall’incomprensione, dalla mancanza di un linguaggio comune che ci condannano ad una clandestinità senza storia”.
Opuscolo realizzato in occasione della proiezione dei film di Debord presso la libreria Annexia di Genova nel febbraio 2004
Autoproduzioni "Il Sottovoce", Genova 2006
2 euro
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grimaldello | 27 Febbraio, 2008 18:34
DELLA DECADENZA DELLA CONTROCULTURA. IL CASO ESEMPLARE DEL LUTHER BLISSETT PROJECT...
I Wu-Ming sono oggi degli affermati romanzieri nonché figure di riferimento intellettuale per una certo pensiero debole della sinistra “antagonista”. Qui si racconta come il loro progetto precedente, il Luther Blissett Project , sia servito loro a fare carriera ma li abbia anche sputtanati nella loro essenza commerciale e revisionista.
“… Penetrati nottetempo all’interno delle mura dell’inaccessibile cittadella dello Spettacolo, dietro la maschera di quel cavallo di legno a cui avevano dato lo strano nome di Luther Blissett, i nostri eroi misero in atto una variante rispetto al piano che avevano raccontato nei lunghi anni di preparativi e con cui avevano lasciato ad aspettarli fuori dalle mura i numerosi compagni che li avevano scortati fino a lì. Invece di approfittare del favore delle tenebre per muoversi come ombre senza nome e senza volto e dare fuoco alla città, aspettarono le prime luci dell’alba. Quando, tra i primi rumori della città che si andava risvegliando, alcune guardie si avvicinarono a loro con fare minaccioso, essi gli andarono incontro con le mani alzate e con un sorriso tranquillizzante. “Salve, veniamo in pace”, disse uno di loro, “Io sono Federico Guglielmi e questi sono i miei amici Luca Di Meo, Giovanni Cattabriga e Roberto Bui; ecco le nostre carte d’identità. Volevamo soltanto portarvi questo lavoro, è un romanzo. Magari potrebbe interessarvi”.
La città visse una giornata intensa, incuriosita da questi ardimentosi giovani sconosciuti che erano riusciti ad entrare in città in modo così strano e originale. Mentre i Giornalisti si accalcarono attorno a loro per saperne di più, intervistandoli e fotografandoli, e mentre le Guardie furono tranquillizzate dalle loro rassicurazioni sulle proprie buone intenzioni, il Gran Consiglio degli Editori si riunì d’urgenza per affrontare questo vero e proprio caso e dopo febbrili consultazioni convenne che il lavoro di questi intrepidi giovani era valido e coraggioso almeno quanto la loro azione. Andavano premiati, anche perché il loro prodotto era proprio ciò che essi cercavano per ridare un po’ di vitalità ad uno dei quartieri più in decadenza della città. Dopo il gran cerimoniale nel corso del quale i nostri eroi firmarono un contratto con uno dei più potenti della città, il grande Einaudi, il capo delle Guardie delle città si permise di sottolineare la necessità di rimuovere l’ultimo ostacolo al perfetto svolgimento di quella giornata così ricca di soddisfazione per tutti. Si trattava di quella chiassosa e poco decorosa marmaglia di giovani selvaggi che stazionava dal primo mattino sotto le mura, urlando e reclamando un certo Luther Blissett. I nostri eroi si assunsero subito la responsabilità della situazione, promettendo di risolverla immediatamente. Si affacciarono all’orlo più alto delle mura e, con un megafono prestato loro dalle Guardie, esclamarono: “Compagni, la missione è pienamente riuscita, Luther Blissett ha vinto ancora una volta. Noi ora, per poter continuare la nostra azione sovversiva, dobbiamo temporaneamente restare qui. Purtroppo, per ragioni strategiche, non possiamo più chiamarci Luther Blissett; adesso siamo Wu-Ming e per il momento – almeno per un po’ – nessuno di voi potrà raggiungerci qui a condividere la nostra lotta. Ma Luther Blissett è più vivo che mai. Ora che qui ci siamo noi voi potete tornare a casa e continuare come prima…”. Mentre dicevano queste cose essi raccolsero il cavallo di legno con cui erano entrati in città e lo gettarono giù dalle mura, per restituirlo ai loro compagni. Ma nell’impatto il cavallo si ruppe in molti pezzi. Alcuni dei giovani corsero a raccogliergli e tentarono di rimetterli assieme; altri invece se ne andarono con una strana sensazione di fastidio dentro di sé…”
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grimaldello | 06 Febbraio, 2007 20:26
M.LIPPOLIS - L'ORO DELL'INTERNAZIONALE...
scarica qui l'opuscolo in formato pdf L'oro dell'internazionale
“Se ci si prende la cura di risalire dalla particolare configurazione assunta dal progetto situazionista in occasione del suo coinvolgimento negli eventi del '68 alla sua ben più vasta impostazione generale, si constata che con lo stesso movimento con cui sono tramontate per sempre, insieme a quella congiuntura, le parole d'ordine cui era condizionata in quel momento la recezione del suo messaggio, riemerge quasi per contraccolpo, messo in luce dallo sfacelo onnilaterale del mondo arrecato da un impero della merce emancipato da qualsiasi opposizione, l'imprinting originario dell'IS: la scelta, come unico "lavoro" utile e degno, di "ricostruire la società e la vita su altre basi", l"'instaurazione cosciente e collettiva di una nuova civiltà" da parte di chi pur si sa ridotto allo stato di barbaro, di vandalo. Proprio perchè la società non ha più altro centro che quello (onnipresente) rappresentato da un "modo di vivere" (Debord, Critica della separazione, 1961), sono le formulazioni meno tatticamente orientate verso punti particolari su cui far leva a suonare più giuste, proprio perchè non offrono falsi appigli immediati".
Autoproduzioni "Il Sottovoce", Genova, 2006
2 euro
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