grimaldello | 16 Febbraio, 2008 19:29
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AUTOPRODUZIONI "iL SOTTOVOCE"
Quando, nell’Italia degli anni Cinquanta, i manovali e gli operai per scaldarsi e riposarsi un po’ dal lavoro, andavano nella più vicina osteria, chiedevano un sottovoce, cioè un grappino: sottovoce perché la vendita ne era proibita. Per chi non si rassegnava all’assetto politico del dopoguerra, Sottovoce era diventato anche il modo per alludere a quell’altra possibilità, proibita dal presente ma irriducibilmente desiderata, quella rivoluzionaria.
In un’epoca come la nostra, che proclama a piena voce di essersi definitivamente messa al sicuro da ogni “tentazione” rivoluzionaria, o si tace o si acconsente. Oppure si continua, sottovoce, a tessere il filo di un discorso mai interrotto, quello di una critica radicale dell’esistente, messa al bando forse, ma mai sopita. Nella speranza che, passando di bocca in bocca, essa diventi, un giorno un urlo assordante.
Il ricavato della vendita delle autoproduzioni “Il sottovoce” è interamente destinato al finanziamento delle attività dello spazio di documentazione “Il grimaldello”, via della Maddalena 81r, 16124 Genova.
e. mail: grimaldello@canaglie.org
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grimaldello | 16 Febbraio, 2008 18:34
OPUSCOLO SU LUTHER BLISSETT...
scarica qua l'opuscolo TOGLITI I BAFFI TI ABBIAMO RICONOSCIUTO. LA VERA STORIA DI UN BLUFF (IL LUTHER BLISSETT PROJECT) E DELLA SUA CATTIVA COSCIENZA (L'INTERNAZIONALE SITUAZIONISTA) LUTHER BLISSETT.pdf« | » il sottovoce:: Commenta (0) :: Permalink
grimaldello | 16 Febbraio, 2008 18:17
detour la canaglia a genova - opuscolo -...
scarica in versione pdf, l'opuscolo di 50 pagine di DETOUR. LA CANAGLIA A GENOVA sulla deriva rivoltosa del luglio 2001« | » il sottovoce:: Commenta (0) :: Permalink
grimaldello | 01 Ottobre, 2007 19:25
UNGHERIA 1956...
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grimaldello | 06 Febbraio, 2007 20:26
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Mario Lippolis,
"L'oro dell'Internazionale.
Note critiche a proposito del libro di Jean Marc Mandosio"
“Se ci si prende la cura di risalire dalla particolare configurazione assunta dal progetto situazionista in occasione del suo coinvolgimento negli eventi del '68 alla sua ben più vasta impostazione generale, si constata che con lo stesso movimento con cui sono tramontate per sempre, insieme a quella congiuntura, le parole d'ordine cui era condizionata in quel momento la recezione del suo messaggio, riemerge quasi per contraccolpo, messo in luce dallo sfacelo onnilaterale del mondo arrecato da un impero della merce emancipato da qualsiasi opposizione, l'imprinting originario dell'IS: la scelta, come unico "lavoro" utile e degno, di "ricostruire la società e la vita su altre basi", l"'instaurazione cosciente e collettiva di una nuova civiltà" da parte di chi pur si sa ridotto allo stato di barbaro, di vandalo. Proprio perchè la società non ha più altro centro che quello (onnipresente) rappresentato da un "modo di vivere" (Debord, Critica della separazione, 1961), sono le formulazioni meno tatticamente orientate verso punti particolari su cui far leva a suonare più giuste, proprio perchè non offrono falsi appigli immediati.
Questo "lavoro", nonostante lo sforzo di Mandosio per turare pori e lacune, e per dipingere a grosse pennellate un grandioso, magniloquente e autosufficiente sistema teorico, fu intrapreso con poco, con pochissimo: mezzi spartani, "commovente incapacità" (Debord) delle persone, frammentarietà e occasionalità espressiva estrema, spunti teorici laconici, appena accennati e talvolta addirittura nemmeno messi su carta (Mandosio non prende sul serio l'esempio estremo delle Tesi di Amburgo rimaste solo orali, perchè in realtà non prende sul serio la natura situazionista stessa, cioè eventica, dell'IS).
Ai giorni nostri, in uno stato di barbarie aggravata, un "lavoro" del genere andrà certo ripreso, se lo sarà, con ancora meno: è giocoforza rinunciare anche a quelle anticamere dell'apparizione in pubblico dello spazio della libertà che si mantenevano allora quasi, per così dire, da sé, in penombra, nei luoghi di lavoro, di studio, di svago, e anche lo spazio interiore, come quelli ormai infestato e otturato ovunque dal nemico, andrà riaperto a forza da capo; né si potrà più fidare nell'appuntamento, sia pur ritardato, con la coscienza di una classe sociale data, perchè il programma si faccia nel suo movimento. Coincide questo con l'''assenza di illusioni" propugnata da Mandosio? Non so.”
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in distribuzione presso lo spazio di documentazione "Il Grimaldello".
e-mail: grimaldello@canaglie.org
2 euri
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grimaldello | 20 Luglio, 2006 20:41
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Video "Detour la canaglia a Genova.
ovvero come venerdì 20 luglio 2001 una farsa annunciata si sia trasformata
in sommossa reale"
“Nell’ora della rivolta non ci si sente più soli nella città” Furio Jesi
Questo film – realizzato nel 2003 come integrazione di un’opuscolo controinformativo sulle giornate del G8 di Genova 2001 - è il resoconto di una deriva collettiva e rivoltosa realizzata il venerdì 20 lugli.
Fare un film ad anni di distanza da quegli avvenimenti non ci è sembrato inattuale perché la rivolta che ha caratterizzato “i fatti di Genova” ha messo in pratica una critica radicale della forma della città (del suo ruolo nel sistema di dominio attuale e dell’uso che se ne può fare contro questo stesso sistema) che apre prospettive cariche di potenzialità per la vita di tutti i giorni. La deriva è infatti una forma di rivolta nell’uso dello spazio e del tempo del quotidiano che mette in discussione il dominio e che è tanto più esaltante quando viene praticata collettivamente come è successo a Genova.
Allo spettacolo, preferiamo l’azione sulla realtà. Ciononostante abbiamo deciso di realizzare questo video per diffondere un pensiero radicalmente altro da quello pressoché “unico” imposto sulla storia del G8 in questi anni. Consapevoli che l’immagine è lo strumento maggiormente utilizzato dal dominio per la repressione degli individui in occasioni come quella di Genova, abbiamo deciso di usare soltanto immagini già viste in altri video per ricostruire quel giorno di rivolta.
Autoproduzioni "Il Sottovoce"
Genova 2006 (prima edizione 2003)
info: melanotte@tiscali.it
Durata 90’, dvd o vhs
5 euri
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